PROLOGO

 

 

            Solo poche ore fa New York stata invasa dagli Elfi Neri guidati dal perfido Malekith e sobillati da Hela, la regina degli Inferi della mitologia norrena.

            In una città tagliata fuori dal resto del Mondo da una magica barriera, solo sei membri dei Potenti Vendicatori sono stati in grado di rispondere all’appello per intervenire nell’emergenza. Ad Iron Man e Occhio di Falco, unici membri regolari della squadra attuale rimasti dentro la barriera, si sono aggiunti Thor la Vedova Nera e due alleati d’eccezione: Hulk, membro fondatore del gruppo con il quale ha una relazione a dir poco altalenante, e, segretamente, Steve Rogers, il Super Soldato, leader della formazione battezzata Vendicatori Segreti di cui nemmeno i suoi compagni di squadra sono a conoscenza, così come ignorano che lui è ancora vivo.­

            Questa insolita formazione si è affiancata alle forze dell’ordine cittadine facendo del suo meglio contro forze preponderanti e alla fine qualcosa accade, anche se pochi sono realmente consapevoli di cosa.

L'invasione termina all'improvviso come era iniziata. Malekith e Hulk scompaiono, gli Elfi Neri sono ridotti in cenere così come il drago richiamato da Hela. La barriera invisibile posta attorno alla zona di Manhattan svanisce anch'essa e i newyorchesi riassaporano la sensazione della libertà.

Nick Fury contatta immediatamente il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.:

-Non è più necessario adottare la ”soluzione finale”.- afferma -La minaccia è stata sconfitta. E se non credete a me, fate il semplice gesto di accendere la televisione.-

L’Agente Speciale del F.B.S.A.[1] Phil Coulson, che si trova al suo fianco aggiunge sottovoce:

-Anche Internet, volendo...-

-Zitto!- lo ammonisce Fury senza tanti complimenti.

<<-Il suo sarcasmo è sprecato, Direttore Fury.>> risponde il membro britannico <<Se non l’ha dimenticato, anche noi siamo stati qui a New York durante la crisi e l’abbiamo testimoniata in diretta.>>

-Mi scusi, Ambasciatore, ma so che la memoria dei politici è molto labile.-

            Da qualche parte si sente l’eco di una risatina e qualche mugugno. I membri del Consiglio sanno già la decisione che devono prendere, ma sembrano aspettare più tempo del dovuto.

<<Non verrà intrapresa alcuna azione.>> dice infine uno di loro, il rappresentante Francese per la precisione <<Ma continueremo a monitorare lo svolgersi della vicenda.>>

Chiusa la comunicazione, Fury prende con sé Coulson e Maria Hill e si dirige verso la (ex) zona del disastro.

-Tecnicamente lui non è un nostro superiore.- fa notare Coulson alla donna che è, almeno temporaneamente, il capo delle risorse superumane del F.B.S.A.

-Hai intenzione di discutere con lui di questo?- chiede Maria.

Coulson ci pensa un secondo e due decimi (forse un secondo di troppo) e risponde:

-Direi di no.-

Sul posto i tre agenti trovano quattro Vendicatori: Thor, Iron Man, Occhio di Falco e la Vedova Nera. Con reminiscenze di una vita passata, il dio del tuono sta prestando soccorso ai feriti, gli altri tre, con fin troppa esperienza, aiutano a portare via le vittime civili. Poche, grazie al Cielo, ma sempre troppe.

Fury nota qualcosa a un certo punto, un luccichio da un vicino vicolo. Senza farsi notare, si allontana e poco dopo ritrova un vecchio compagno d'arme.

-Sei stato tu, vero?- gli chiede-

Steve Rogers scuote la testa e ribatte: .

-Sono intervenuto fin dove potevo, il vero eroe di questa giornata è stato Bruce Banner.-

-Hulk?-

-No, Bruce Banner. Ha intuito il punto debole degli Elfi Neri e li ha sconfitti praticamente da solo. Io ho cercato di salvare quante più vite possibile: so di aver fatto del mio meglio e so di non aver fallito, ma il fatto che ci siano delle vittime è comunque una sconfitta. Senza Banner, però, sarebbero state molte di più.-

-Anche se ha ricevuto il perdono per tutti i suoi crimini, non mi fiderò mai completamente di lui.-

-Nick, tu non ti fidi di nessuno.-

-Sai che non è vero, amico mio. Di te, per esempio, mi fido ciecamente. Ed ora... torni alle tue operazioni segrete?-

-Le tue operazioni segrete. Nick. Sei tu che mi assegni le missioni o no?-

-Toccato.- ammette Nick -Tu ed i tuoi ragazzi ve la state cavando piuttosto bene, devo ammetterlo. Ero perplesso su alcune tue scelte, ma come sempre hai avuto buon naso.-

            Steve sorride e aggiunge:

-Ora è tempo di cambiare. Finora mi sono tenuto nascosto ai miei amici ma non lo farò ancora a lungo.-

            Mentre lo vede andar via, Nick non può biasimarlo.

 

            Passano alcuni giorni in cui avvengono molte cose che cambiano le vite dei protagonisti di queste vicende.

Thor, infine, torna nel suo regno, da cui è assente per troppo tempo ad affrontare i cambiamenti avvenuti nel frattempo.[2]

Steve Rogers rivela l'esistenza dei Vendicatori Segreti al gruppo principale e, nonostante qualche incomprensione, le divergenze vengono appianate, almeno in parte.

 Bruce Banner ricompare, ma immediatamente scompare una seconda volta. Nei giorni successivi rescinde il suo contratto di consulenza dal FBSA e altrettanto fanno le persone che lavoravano con lui a Los Angeles.

Mentre i Vendicatori sventano l'ultima minaccia concepita dal Teschio Rosso,[3] uno dei più temibili nemici del gruppo, Ultron, ricompare in Russia. Nonostante la sua presenza sia stata ripresa da alcune telecamere, molti dubbi rimangono sul suo destino finale e su un suo eventuale ritorno. Soprattutto se sia ancora in qualche modo in possesso delle due armi di distruzione di massa con cui aveva in precedenza minacciato l'umanità.[4]

            Sono tutte domande a cui qualcuno vuole risposta.

 

 

 

N° 44

 

RIANNODARE I FILI IN SOSPESO

 

Di Fabio Volino & Carlo Monni

 

 

1.

 

 

            Natasha Romanoff, meglio nota come la letale Vedova Nera, anche se non è l’unica a reclamare questo titolo, sta finendo la sua sessione giornaliera di allenamenti quando sente lo squillo del cellulare. Storce il naso quando vede a chi appartiene il numero.

-Ciao, Nick.- saluta il suo interlocutore -Cosa c’è stavolta? Ogni volta che mi chiami so che mi metterai in qualche pasticcio in cui rischierò di essere ammazzata.-

<<E non è ordinaria amministrazione per quelli come noi?>> ribatte ironico Nick Fury <<Non dirmi che ti disturbo.>>

-Veramente sì. Stavo meditando di prendermi qualche giorno in vacanza assieme a Matt. Credo di meritamela dopo quel che ho passato negli ultimi tempi.-[5]

<<Vacanza eh? Ok, fingerò di crederci. Ti devo chiedere di rinviare la partenza. C’è un vecchio amico che ha bisogno della tua consulenza.>>

-Un vecchio amico? Fai il misterioso con me, Nick?-

<<Capirai quando sarai sul posto e ti devo chiedere di non coinvolgere Murdock almeno per il momento.>>

-Uhm… e va bene, dove devo andare?-

<<Ricordi il vecchio negozio di barbiere?>>

 

            La Vedova Nera fissa la vecchia insegna scolorita e sospira. Un tempo questa bottega di barbiere nascondeva l’ingresso alla sede segreta dello S.H.I.E.L.D. a New York, poi i tagli di bilancio ne hanno decretato la chiusura. Ora sembra che la struttura sotterranea sia di nuovo usata da qualcuno, ma da chi? Nick Fury è stato alquanto vago al riguardo. Si è limitato a dire che sarebbe stata una sorpresa.

            Natasha passa la sua communicard davanti alla serratura e la porta si apre. A parte la polvere e le ragnatele tutto è come lo ricordava. Si siede su una poltrona che subito si abbassa portandola in un ampio locale sotterraneo dove trova ad aspettarla due persone. Una è Iron Man e l’altra… non crede ai propri occhi quando lo riconosce.

-Steve! Steve Rogers, sei vivo!- esclama.

-In persona, Natasha.- risponde lui sfoderando il suo miglior sorriso -Come vedi, le notizie sulla mia morte erano un tantino esagerate.-

 

            In un altro luogo, un uomo accende un macchinario da cui proviene un debole ronzio. Da un vicino monitor arriva una voce femminile:.

<<Mi informi sugli ultimi sviluppi, dottore.>>

-Come desidera, Madame.- risponde con sussiego l’uomo in camice da laboratorio sopra una tuta nera -Se tutto andrà come deve, il congegno sarà operativo in un paio di giorni.-

<<Se non dovesse andare come previsto, mi divertirò io stessa a farle l’autopsia, dottore… da vivo.>>

            E l’uomo trema: sa che molto bene Monica Rappaccini, Scienziata Suprema dell’A.I.D.,[6] non scherza mai su queste cose.

 

 

2.

 

 

            La Vedova Nera segue Steve Rogers e Iron Man lungo i corridoi della segretamente ristrutturata base segreta.

-E così la tua morte è stata una finzione.- commenta.

-Non completamente: un Capitan America è effettivamente morto nell’esplosione dell’Eliveicolo rubato dal Teschio Rosso.-[7] replica Steve -Mi sono limitato a far credere di essere io. Non ho mai finto la morte di Steve Rogers.-

-Ma non hai mai avvertito nessuno di coloro che conoscevano il tuo segreto che eri ancora vivo,.- ribatte, seria, Natasha.

-All’epoca desideravo solo allontanarmi da un mondo che non sentivo più mio. Forse è stato un errore ma ormai è fatta.-

-E così adesso guidi un gruppo di superspie per conto di Nick Fury, interessante: chi ne fa parte?-

-Un po’ di tue vecchie conoscenze come Nomad e la tua omonima.-

-Yelena? Sul serio? E come se la cava?- chiede Natasha con genuina curiosità.

-È davvero in gamba. Forse un po’ troppo ansiosa di dimostrare che è alla tua altezza e merita il titolo di Vedova Nera.-

-Non dirglielo mai, mi raccomando, ma se mai dovessi decidere di ritirarmi in pensione, penso che non ci sarebbe nessuno più adatto di lei a prendere il mio posto.-

-Veramente lei pensa di averlo già il tuo posto.-

-Il Governo Russo prende le sue decisioni ed io le mie. Non prendo più ordini da loro e come farmi chiamare lo scelgo io non loro. Dov’è la ragazzina adesso?-

-Non è qui. Tony ha chiesto espressamente che ce ne occupassimo solo io e un altro della mia squadra. OItre a te, s’intende.-

<<Esatto.>> interviene Iron Man <<Si tratta di una questione delicata e non volevo mettere la Belova in imbarazzo.>>

-Imbarazzo?- esclama, perplessa, Natasha -Ha a che fare con la Russia allora? E questo spiegherebbe perché avete chiesto il mio aiuto. Ma se non è coinvolta Yelena, allora chi è il terzo?-

-Penso si riferisca a me.-

            A parlare è stato un giovanotto che veste un costume nero ed una mascherina domino ed il cui braccio sinistro è indiscutibilmente bionico. Natasha lo ha incontrato una sola volta, ma lo riconosce subito:

-Il Soldato d’Inverno!- esclama.

-Occhio di Falco mi aveva detto che vi eravate già incontrati.- commenta Steve.

-Un bell’incontro davvero. Era al servizio del Generale Zakharov e tentò di uccidermi.-[8]

-Acqua passata. È stato liberato dal condizionamento mentale ed ora è dei nostri ma non è la sola cosa che c’è da sapere su di lui. Guardalo bene.-

            Il giovane si toglie la mascherina e Natasha lo squadra ben bene.

-Beh. È un bel ragazzo, non c’è dubbio. Il suo viso… potrebbe sembrare il fratello minore di Rick Jones e ha qualcosa che mi ricorda Jack Monroe. Aspètta… no, non può essere così! Steve,non dirmi che lui è…-

-Bucky Barnes.- conferma Steve -Autentico al 100%. I tuoi compatrioti Sovietici lo avevano trovato ancora vivo, ma senza un braccio, nella Manica e l’hanno salvato per poi fargli il lavaggio del cervello e trasformarlo in uno spietato assassino al loro servizio.-

-Una leggenda, ecco quello che era.- commenta Natasha -Ma come fa ad essere ancora così giovane dopo settant’anni?-

-Tra una missione e l’altra mi tenevano in animazione sospesa per paura che potessi ribellarmi alla programmazione e lo sono rimasto dal 1991 sino  a pochi mesi fa, signora.- spiega Bucky.

-Per carità, non chiamarmi signora, mi fai sentire più vecchia di quel che sono.- ribatte la Vedova Nera ridacchiando -Chiamami pure Natasha.-

-Sarà un piacere, Natasha.-

-Ok, ora che abbiamo esaurito i convenevoli, mi dite per cosa sarebbero necessari i talenti di noi tre?-

<<Ve lo spiego subito.>> interviene ancora Iron Man <<A quanto sembra Ultron si è rifatto vivo in Russia e i supereroi russi sono riusciti a sconfiggerlo. I dettagli del suo ritorno non sono chiari e nemmeno se fosse il vero Ultron o una sua copia. Noi Vendicatori vogliamo saperlo a tutti i costi. L’ultima volta Ultron stava per scatenare una catastrofe con la bomba al betatrone ed è vitale che certe informazioni non cadano in mani sbagliate. Intervenire ufficialmente su suolo russo senza invito è fuori questione, però. L’unica soluzione è usare un team di esperti in infiltrazione come il vostro.>>

-Capisco perché non vuoi coinvolgere Yelena.- commenta Natasha –Entrare clandestinamente in Russia non sarà facile ma ci sono già riuscita in passato.-

-Allora io e te partiremo appena sarai pronta, Natasha.- dice Steve -Tu, Buck, però, rimarrai qui.-

-Cosa?- esclama il Soldato d’Inverno -Perché?-

-Tornare in Russia dopo quel che hai passato potrebbe essere troppo traumatico per te.-

<<Con tutto il rispetto, Steve, sei troppo protettivo. Il Soldato d’Inverno mi sembra capace di affrontare i suoi demoni e la sua conoscenza del territorio può essere molto utile.>>

-Con tutto il rispetto, Iron Man, questa faccenda non ti riguarda.-

-Scusate, ma credo di dover dire anch’io la mia.- interviene Bucky -Non sono un bambino, Steve, e non ho bisogno di essere protetto dal lupo cattivo, quindi verrò in Russia anch’io.-

-Ne sei sicuro?-

-Sicurissimo… papà.-

            Sentirsi chiamare col nomignolo scherzoso dei tempi della Seconda Guerra Mondiale smonta ogni voglia di obiezione di Steve.

-Ok. Allora è deciso.- dice infine.

 

            A bordo del Quinjet dei Vendicatori Segreti appena decollato dall’hangar sotterraneo Steve Rogers si rivolge alla Vedova Nera:

-Ho sentito che ora ti sei messa con Matt Murdock. È una cosa seria?-

            Natasha sorride mentre risponde:

-Non riesci proprio a fare a meno di fare la chioccia eh Steve? Sì, forse è la cosa più seria che provo da anni.-

-Mi fa piacere: Murdock è un brav’uomo ed è in gamba. Un po’ troppo ossessionato dalla giustizia, magari.-

-Mi ricorda qualcuno che conosco questa descrizione.-

            Steve sorride e replica:

-Toccato. In ogni caso ammiro gli uomini… le persone… con un’etica.-

            Natasha si rivolge al Soldato d’Inverno:

-Sei silenzioso. A cosa pensi?-

-Al passato, alle cose sbagliate che ho fatto e all’impossibilità di cambiarle.-

-Credimi: so esattamente come ti senti.-

-Noi non ci siamo mai incontrati prima di quel giorno a Brighton Beach vero?- chiede improvvisamente Bucky.

-Se fosse successo me lo ricorderei di sicuro, perché?-

-Mi ricordi una donna che ho incontrato… o almeno credo… i miei ricordi del periodo in cui ero… condizionato… sono confusi. Ad ogni modo quando mi hanno messo in animazione sospesa e dimenticato , tu dovevi essere poco più di una bambina, quindi è escluso che fossi tu. Se non è un falso ricordo, era qualcuna che ti somigliava.-

            Natasha tace, non saprebbe cosa dire.

 

            Il Quinjet attraversa l'Oceano Atlantico in breve tempo atterrando in un piccolo campo d’aviazione nei pressi del confine russo-finlandese.

-Da qui in avanti dovremo proseguire a piedi.- spiega Natasha -Ci sono un paio di punti in cui si può passare senza grossi problemi. La sorveglianza delle Guardie di Confine non è così stretta come una volta. Io vado in avanscoperta.-

-Inutile dirti di stare attenta, vero?- le dice Steve.

-Sono sempre attenta, lo sai.- ribatte lei ridendo.

            Natasha si muove con circospezione avvicinandosi ad una delle sbarre che delimitano il confine. Oltre c’è la terra in cui è nata e che tutto sommato le manca.

            Una voce spezza le sue riflessioni:

-Natalia Alianovna, che sorpresa trovarti qui.-

Davanti a lei, in divisa, c’è il capo del F.S.B.[9] Vladimir Maksimovitch Menikov. Alle sue spalle una pattuglia di Guardie di Confine che le punta contro i fucili.

            Natasha li osserva con profondo rammarico e disgusto al tempo stesso mentre riflette sui possibili modi che conosce per neutralizzarli.

Mi domando come facesse a sapere del mio arrivo, pensa la donna. Sarebbe sorpresa di sapere che in realtà Menikov è venuto lì per sincerarsi dell'avvenuta morte del mercenario Volpe di Fuoco, una delle tante minacce da eliminare presenti sulla sua lista nera. È stato solo un caso se l’ha avvistata, ma ovviamente non è intenzionato a dirglielo.

La Vedova Nera rimane sul lato finlandese della linea di confine.

-Scommetto che lei non vede l'ora che l'attraversi.- dice

-Può pensare di me quello che vuole.- commenta Menikov -Ma io... rispetto le regole. Vazhin è ancora in carcere e la reputazione della sua ex madrepatria è più forte che mai.-

-Non potrò mai rinnegare le mie origini. Sono e sarò sempre una Russa.-

-Non mi interessa. So che è qui per conto dei Vendicatori, vuole sapere cosa ne è stato di Ultron: siete così prevedibili. Lo legga nel rapporto ufficiale, scritto dal suo ex marito: è sul sito Internet del governo, è di dominio pubblico.-

-E molti avvenimenti sono stati secretati, di sicuro.-

-Segreti? Noi... segreti?-. borbotta Menikov -Tutti abbiamo i nostri segreti, Natalia Alianovna.-

Per un istante Natasha pensa che, chissà come, Menikov sappia della presenza degli altri due eroi, ma non è così. L’uomo parla in generale.

-E adesso che facciamo?- continua Menikov -Non amo stalli inutili. Adesso me ne andrò, ma se proverà ad attraversare il confine, ne sarò informato immediatamente grazie alla sorveglianza satellitare e i miei uomini hanno l’ordine di sparare a vista.-

Detto questo, Menikov le gira le spalle e si allontana. Natasha resta ad osservarlo per un po’, poi si allontana anche lei.

Una delle poche persone al mondo insensibili al mio fascino, sembra, pensa la Vedova Nera, con più di una punta di rammarico stavolta.

Ritorna dai suoi compagni di squadra e riferisce loro quanto accaduto. Steve Rogers annuisce e si rivolge al Soldato d'Inverno:

-Buck, tocca a te. So che non è semplice per te tornare in questa nazione, e anche per me è difficile prendere questa decisione, ma non c'è altra scelta: conosci bene il territorio e sei abile a restare invisibile. Recati nella zona dove è ricomparso Ultron e scopri quante più informazioni ti è possibile.-

Il Soldato d'Inverno si limita ad annuire. Farà quanto gli è stato richiesto, ma è già certo che il suo viaggio lo porterà anche in un altro luogo. Un luogo dove cercherà di venire a patti col suo passato.

 

 

3.

 

 

Passano altri giorni. Il Soldato d'Inverno torna negli Stati Uniti, dopo più di un confronto coi fantasmi del suo passato.[10]

Quando rientra nel suo appartamento a Brooklyn, si sente spossato sia fisicamente che emozionalmente. Non è facile venire a patti col fatto di essere stato un killer spietato anche se non era propriamente se stesso all’epoca: il sangue della gente che ha ucciso lo sente ancora nelle sue mani e non sarà lavato via così facilmente.

Mentre si sta facendo la doccia percepisce qualcosa. Non sa dire se è un rumore o qualcos’altro ma sa di non essere solo. Si annoda un asciugamano attorno alla vita ed esce dal bagno con circospezione.

-Tranquillo James, sono io.-

            La voce appartiene a qualcuno che lei ben conosce, la sola altra persona nel team oltre a Steve che conosce il suo indirizzo.

-Yelena!- esclama -Che ci fai qui?-

            La giovane Vedova Nera sorride avanzando verso di lui.

-Ho saputo che eri tornato e volevo vederti. Tutto qui. Ha dovuto dirmelo il Comandante Rogers, tu non hai nemmeno pensato di avvertirmi.-

-Hai ragione ma ero pieno di pensieri e non tutti piacevoli.- ribatte Bucky.-        

            Lei è ormai vicinissima e con un sorrisetto ammiccante dice.

-Beh spero che con me li avrai. Com’è che dite voi Americani? Nascondi una pistola sotto quell’asciugamano o sei solo contento di vedermi? Scopriamolo.-

            E con un gesto rapido gli fa cadere l’asciugamano a terra.

-Così va molto meglio.- afferma.

            James Buchanan Barnes non ha nulla da obiettare.

 

            L’uomo accende un monitor su cui appare un’immagine alterata elettronicamente che parla con voce altrettanto distorta e chiede in un Inglese appena venato da un accento russo:

<<Dunque, com’è andata con la Vedova Nera? Non mi aspettavo che cercasse di entrare in Russia così presto.>>

-In realtà non ci è entrata, signore.- risponde il suo interlocutore. -È rimasta dal lato finlandese del confine. Ha aspettato lì per due giorni e poi è rientrata negli Stati Uniti. Il mio contatto al F.S.B. sta cercando di capire cosa sia venuta a fare.-

<<La mia cara Natasha non fa mai nulla senza scopo, amico mio. Ho idea che avrò presto sue notizie. Si tenga pronto.>>

            Il contatto viene interrotto e l’uomo rimane solo con i suoi dubbi e le domande inespresse.

 

            Bucky Barnes e Yelena Belova giacciono sul letto di lui e la ragazza, la cui testa è appoggiata sul petto dell’uomo, chiede:

-Non vuoi dirmi nulla del tuo viaggio in Russia?-

-Non c’è molto da dire: dovevo recuperare delle informazioni e l’ho fatto. Ho anche incontrato gli spettri del mio passato e sono sopravvissuto.-

            Yelena capisce che lui non ha voglia di parlare,ma non può fare a meno di chiedere:

-Non mi avete coinvolta, vi siete rivolti alla Romanova, perché? -

-Non chiederlo a me Yelena, è stata una decisione di Iron Man e Steve ha acconsentito.-

-Qual era il suo problema? È perché sono Russa?  Temevate che vi tradissi? Non vi fidate di me? Eppure tu mi conosci James. Ti ho aperto il mio cuore, sai di me cose che non ho mai detto a nessun’altro.-

-Io mi fido di te, Lena.- ribatte il Soldato d’Inverno.

            Le accarezza il volto e mentre guarda nei suoi occhi azzurri decide di farle una domanda:

-Che cosa sai di Natasha Romanoff?-

-Quello che sanno tutti.- risponde, perplessa, Yelena -Quando era appena una bambina i suoi genitori morirono in un incendio nella loro casa di Volgograd, forse tu la ricordi meglio come Stalingrado, e lei fu allevata da un funzionario del KGB che aveva perso la sorella nello stesso incendio. In seguito fu selezionata per la Stanza Rossa e il resto dovresti saperlo. Non capisco perché ti interessa: sei caduto anche tu vittima del suo famoso fascino?-

            Bucky fa una risata amara.

-Nulla del genere è che da quando l’ho incontrata ho una strana sensazione e forse ora ho capito perché.-

-Che intendi dire?-

-La sua famiglia… forse sono stato io ad ucciderla.-

 

 

4.

 

 

Anche Bruce Banner ritorna sulla scena nazionale quando, del tutto a sorpresa, appare come ospite del  noto talk show serale sui supereroi “Il Diavolo nei dettagli”, accompagnato dall’amico di una vita Rick Jones.

-La ringraziamo per essere venuto tra noi Dottor Banner.- lo saluta la nuova conduttrice, che come la precedente è bionda, giovane e molto attraente.

-La ringrazio Miss Zahl.- risponde Bruce affabilmente -In realtà sono contento che il suo network, la WFSK, mi abbia offerto l’opportunità di rivolgermi al pubblico.-

-Beh, Dottore, non può negare di suscitare interesse ad ogni sua uscita. Dopotutto lei è l’Incredibile Hulk.-

-Non più. Posso affermare con certezza di essere stato curato e che Hulk, in tutte le sue incarnazioni, non esiste più.-[11]

            C’è un mormorio nella sala e Bruce sorride e continua:

-So cosa state pensando lei, gli spettatori in studio e quelli a casa: è già stato detto in passato e sempre si è rivelato effimero. Non posso garantire che non sarà così anche stavolta ma intanto ho deciso di dare una svolta alla mia vita. Approfitto di questa platea per annunciare di aver appena acquisito dal Dipartimento della Difesa la vecchia base militare "Hulkbuster", nota anche come Base Gamma, ormai in disuso da tempo. La mia intenzione è di convertirla in un centro ricerche e sede della mia nuova impresa, la Banner Enterprises, il cui scopo sarà la realizzazione di innovazioni scientifiche derivate da brevetti miei  e di altri valenti scienziati che sto reclutando.-

-Mi scusi Dottor Banner, ma tutto questo deve esserle costato una cifra considerevole.- interviene uno degli ospiti abituali del talk show, il criminologo Manfred Grey -Lei non è mai stato un uomo ricco ed ha passato gli ultimi anni a sfuggire alla caccia spietata delle autorità. Credo che troverà legittimi i dubbi su dove abbia trovato tanto denaro.-

-Come direbbe un mio amico dai riccioli d’oro, invero, Dottor Grey, l’ho trovato dove lo trovano tutti: in banca dove ho potuto offrire come garanzia i proventi di due miei brevetti nel campo cosmetico.-

-Cosmetici?- interviene Virginia Sand, l'autrice del libro “New York tra bene e male”, un’acuta analisi del fenomeno del vigilantismo in costume -Credevo che lei fosse un fisico nucleare. Che c’entrano i cosmetici?-

-Apparentemente nulla ma mentre facevo ricerche sui raggi gamma ho fatto un paio di scoperte casuali che ho condiviso con una mia amica che era una chimica eccellente e mi ha aiutato a svilupparle. Abbiamo brevettato le nostre scoperte e ne abbiamo ceduto i diritti di sfruttamento ad una nota azienda in cambio di una discreta sommetta e di una percentuale dei profitti. Si immagini la mia sorpresa quando, poco tempo fa, ho scoperto che in tutti questi anni l’azienda in questione aveva fatto una fortuna con quei brevetti e che mi aspettavano diversi milioni di dollari. La mia amica scomparve poco dopo la fine dell’Università ma custodisco la sua parte per il giorno che volesse reclamarla. Lasciatemi comunque dire che buona parte del merito della nascita delle Banner Enterprises va al mio amico di una vita Richard M. Jones.-

            Rick fa un sorriso apparentemente imbarazzato

-Mr. Jones…- gli si rivolge la conduttrice -Posso chiamarla Rick? Lei ha lavorato al fianco di molti superesseri noti e meno noti e ora è di nuovo la spalla di Hulk… o meglio di Bruce Banner… cosa può dirci di quest’ultima esperienza?-

-Beh Nina… a proposito: puoi chiamarmi come vuoi e quando vuoi… non posso negare che sia insolita. È la prima volta che mi chiedono di dirigere un’azienda.- risponde Rick apparentemente rilassato.

 

            Nel palazzo dei Vendicatori Polaris commenta quanto sta vedendo sullo schermo davanti a lei:

-Rick Jones... non è stato partner di Capitan America?-

-E prima ancora di Hulk e poi di un paio di Capitan Marvel e di Rom.- risponde Quicksilver -Ha un talento naturale per cacciarsi nei guai.-

-E noi no?- replica sua sorella.

Da solo nel suo attico in cima alla Stark Tower, Tony Stark sente le ultime notizie e scoppia fragorosamente a ridere bevendo un bicchiere di acqua tonica.

Nella sua isola il Gufo scoppia fragorosamente a ridere spezzando il collo a un suo dipendente che gli aveva lustrato male le scarpe.

Nel suo ufficio Justin Hammer scoppia fragorosamente a ridere tossendo sangue subito dopo.

Alla Stark-Fujikawa Sunset Bain scoppia fragorosamente a ridere mentre firma delle lettere di licenziamento senza giusta causa.

A Las Vegas Harold Howard scoppia fragorosamente a ridere mentre concepisce uno dei suoi contorti piani.

Quasi subito dopo tutti intuiscono cosa probabilmente ha in mente di fare Banner... e improvvisamente non hanno più tanta voglia di ridere.

 

In un luogo segreto, Monica Rappaccini, Scienziata Suprema dell’A.I.D. sta seguendo anche lei la trasmissione.

-E bravo Bruce.- commenta divertita -Li hai spiazzati tutti quanti ancora una volta. Sapevo che c’era del potenziale in te, ma non immaginavo quanto.-

            Alle sue spalle, la giovane dai capelli verdi che fa chiamare Scorpia le chiede:

-Perché  sei così interessata a Bruce Banner?-

-Io e lui siamo vecchi amici, Thasanee.- risponde Monica -Ci siamo conosciuti all’Università e francamente credevo che si fosse dimenticato di me, sono lusingata nello scoprire che non l’ha fatto.-

-Ti ho già detto che preferisco essere chiamata Carmilla e non Thasanee.- replica la ragazza.

-Ma è il nome che ti ho dato quando sei nata… e dovresti essere più rispettosa con tua madre.-

            Una madre che mi abbandonato appena nata e mi ha cercato solo quando le faceva comodo, pensa la giovane ed esce dalla stanza.

            Ingrata ragazza, pensa Monica Rappaccini. Se solo sapesse cosa sto facendo per lei, ma non è il momento. Quello che conta è salvarle la vita e finalmente so come riuscirci.

            Sorride contemplando una provetta sulla cui etichetta  è scritta una sola parola: HULK.

 

 

5.

 

 

Palazzo dei Vendicatori. Edwin Jarvis sta sovrintendendo alle pulizie quando ode una voce venire apparentemente dal nulla:

-Ehilà, Jarvis, vecchio mio, come ti va?-

Un altro sarebbe rimasto sorpreso di vedersi davanti agli occhi un uomo minuscolo in costume ed in sella ad una formica volante, ma il maggiordomo dei Vendicatori è abituato a ben altre stranezze.

-Padron Ant Man!- esclama -È un vero piacere rivederla. Oggi deve essere la giornata delle visite.-

-Perché?- chiede Scott Lang riprendendo le dimensioni normali -Chi altro c’è?-

-Padron Visione è venuto a discutere alcuni dettagli del nuovo progetto che sta seguendo: l’Accademia:-

-Accademia?-

-Miss Scarlet ha avuto l’idea di un centro dove addestrare giovani eroi in erba.-

-Mi sembra interessante… e potrebbe farmi comodo.-

            Jarvis preferisce non fare domande e guida Scott sino alla sala riunioni dove Occhio di falco lo accoglie calorosamente:

-Ant Man! Che piacere rivederti dopo tutto questo tempo.-

            Clint Barton si rivolge alla ragazza dai capelli e costume verdi al suo fianco.

-Polaris, ti presento uno dei componenti semi storici del nostro gruppo: Ant-Man.-

-Ho sentito parlare di te.-gli dice Lorna Dane -Hank Pym ha una grande opinione di te.-

-Ma davvero? È uno dei pochi allora. Ma tu che ci fai a New York? Credevo stessi a Ovest.-

-Mi sono trasferita  qui da un po’, strano che tu non lo sappia.-

-Sono tornato da poco e non sono aggiornato sulle novità più recenti.-

-Tornato da dove?-

Scott racconta di essere di ritorno da uno strano viaggio extradimensionale di cui pochi sono a conoscenza[12] e narra le straordinarie avventure di cui è stato protagonista.

-Sembra un incrocio tra Conan e John Carter.- commenta Polaris.

-Sei qui solo per un saluto o mediti di riunirti alla squadra?- chiede Visione.

-Mi dispiace deludervi, ma questa è solo una visita di cortesia. Devo passare più tempo con la mia famiglia.- dice Scott Lang -Quello che ho passato mi ha fatto capire, se mai ce ne fosse stato davvero bisogno, che è la cosa più importante della mia vita. Rischio di perdere per sempre la custodia di Cassie e non voglio che questo accada. Non so cosa provi la mia ex moglie Peggy per me, ma non posso sbagliare adesso.-

-E come farai a sopravvivere?- chiede, impietoso, il (quasi) sempre pragmatico sintezoide.

-Ho aperto un piccolo negozio di elettronica nella zona sud di Soho, sai, dopotutto  ho cominciato così. Devo dimostrare ai servizi sociali e al giudice minorile che posso provvedere ai bisogni di mia figlia. E questo posso dimostrarlo meglio facendo loro vedere che ho un lavoro... ti offendi se dico normale?... e non uno per cui rischio la mia vita ogni giorno.-

-Eppure se il giudice sapesse che sei un supereroe e un Vendicatore…-

-Per carità!- ribatte Scott -Peggy non esiterebbe a dire che con me la vita di Cassie sarebbe costantemente in pericolo.-

            In quel momento irrompe nella sala Wasp e, vedendo Scott, inizia subito ad alzare la voce:

-Chi è questo? Perché sta indossando il costume di Hank?-

-Ciao, Janet...!- la saluta, tranquillo, Scott.

-Chi sei?-

-Ma cosa...?-

-È molto che non frequenti questi corridoi, vero?- chiede Occhio di Falco.

-Hai rubato il costume di Hank!- accusa una perplessa Janet Van Dyne.

-Niente affatto.- ribatte Scott.

-In realtà...- controbatte Visione.

-Non ti ci mettere anche tu ora.-

Dopo qualche spiegazione, un piccolo recupero di memoria e molta fatica, Janet Van Dyne ha un quadro più chiaro.

-Bisogna festeggiare allora il tuo ritorno!- esclama infine.

-Abbiamo appena festeggiato quello di Steve Rogers.- le fa notare Visione con discrezione.

-E allora? C'è sempre tempo per festeggiare. Non sei d'accordo, Scott?-

-Io, però, lavoro.-

-Anche domani che è domenica? Non voglio sentire ragioni, faremo tutti un bel picnic a Central Park. Circondati dalla natura incontaminata...-

-A Central Park?- si interroga Ant-Man.

-... e senza nessuno a disturbarci.-

-Sì, il vuoto di memoria è preoccupante a volte.- commenta ancora Occhio Di Falco.

 

Central Park. Janet Van Dyne , Scott e  Cassie Lang, Tony Stark, che si è preso una pausa assieme ai suoi figli più piccoli e Pepper Potts, assieme a Visione nella sua identità di Victor Shade grazie ad un induttore di immagini, si stanno godendo un insolito momento di relax, merce rara nel loro mestiere.

-Di solito nei picnic si è sempre disturbati dalle formiche.- afferma Janet -Ma noi no: si vede che anche loro oggi sono in vacanza.- e strizza l’occhio.

Scott Lang si concede un sorriso. In fondo Janet non ha avuto una cattiva idea, questa giornata di relax ci voleva davvero e pare che Cassie stia facendo amicizia con la figlia di Stark, Kathy. È bello sentirsi nomali una volta tanto.

Contro tutte le previsioni, il picnic procede senza problemi, senza interventi di disturbatori della quiete pubblica o supercriminali di sorta. Solo un paio di api danno un po' di fastidio. Cassie le allontana e loro si piazzano a pochi metri di distanza, volando su una rotta verticale in su e in giù. Poco dopo altre quattro api si uniscono a loro, ma nessuno lo nota.

Il lauto pranzo mattutino termina. Gli eroi in incognito raccolgono le loro vettovaglie. Mentre le posate vengono messe a posto, le api diventano dieci. E poi venti. E poi cento. Finalmente qualcuno nota il tutto.

-È una cosa normale?- chiede Tony Stark.

-È una domanda retorica?- controbatte Visione.

-Allora io è meglio che me ne vada... chiamerò la mia... guardia del corpo per assicurarsi che vada tutto bene.-

E fugge via per trovare un posto sicuro in cui richiamare la sua armatura. Povero Tony, pensa Janet, essere costretto a fingersi un  uomo poco coraggioso anche davanti ai suoi figli, deve essere dura per lui.

Tony si portato con  sé i ragazzi ma solo quando è troppo tardi si accorge che Cassie Lang è tornata indietro. Mette i suoi figli e Pepper in un taxi e richiama a sé la sua armatura sperando di arrivare in tempo e nel frattempo fa una chiamata

 Ormai lo sciame di api ha raggiunto dimensioni gigantesche, grande quattro volte un essere umano. E improvvisamente è come se un volto umano comparisse in cima a quello sciame. A quanto pare, il gruppetto è minacciato dall’essere chiamato Swarm.

-Tutto questo non è possibile.- commenta Visione -Le coscienze collettive dei due Swarm sono state distrutte.-

-L'eredità del Terzo Reich non potrà mai essere distrutta!- ribatte lo sciame in una sorta di assordante grido collettivo.

-Terzo Reich?- esclama Cassie Lang -Io odio i nazisti.-

-Sentimento condiviso.- dice suo padre -Ora però mettiti in...-

Lo sciame attacca padre e figlia. Fortunatamente vola alto e, afferrando Cassie, Scott si lancia a terra ed evita i letali pungiglioni. Ma ha guadagnato solo pochi secondi.

Visione attacca Swarm col suo raggio calorico, mentre Janet assume dimensioni di vespa e usa il suo, di pungiglione.

-Chi stiamo affrontando?- chiede perplessa.

-Sembra che abbiamo di fronte Fritz Von Meyer.-  dice il sintezoide -Il primo Swarm.-

<<Io li odio i nazisti dell'Illinois.>> irrompe Iron Man coi suoi raggi repulsori. <<Scusate, volevo dirlo da una vita.>>

Tuttavia per quante api cadano, altrettante prendono il loro posto e la massa di Swarm diventa più imponente.

-Conquisterò questa città!- grida -E distruggerò colui che ha causato la rovina del mio erede!-

Scott indossa l'elmetto di Ant-Man: già nel precedente scontro con l'altro Swarm era riuscito a sintonizzarsi sulla sua frequenza, ma qui ha di fronte qualcuno con più esperienza, non sarà facile. Si rivolge agli altri:

-Amici, ho bisogno che intensifichiate i vostri attacchi, dovete distrarlo il più possibile.-

-Allora una mano ci sarà utile.- dice Visione.

In risposta a questo appello, giungono sul posto la Vedova Nera, Songbird e Photon, convocate poco prima da una comunicazione di Iron Man. Dietro di loro Devil e gli altri Vendicatori.

-Per fortuna abito non troppo distante.- commenta Natasha colpendo Swarm con i suoi Morsi di Vedova mentre Devil lancia il suo bastone.

-E io mi trovavo casualmente da queste parti.- spiega Songbird lanciando un urlo ultrasonico.

            Photon non ha bisogno di spiegare nulla: quando si viaggia alla velocità della luce le distanze terrestri  non contano.

La potenza combinata degli attacchi degli eroi mette in seria difficoltà Swarm. Ant-Man si concentra e improvvisamente è come se nella sua mente comparisse un globo dorato: è la coscienza collettiva di Swarm. Quel globo assume poi la forma di un volto, il volto di colui che era noto un tempo come Fritz Von Meyer.

-Ho capito cosa vuoi fare e non ci riuscirai.- afferma.

-Mi hai sottovalutato, Von Meyer.- ribatte Scott -Mentre eri morto, ho acquisito il potere di controllare gli insetti anche senza il mio elmetto. Ma se lo indosso, le mie capacità vengono amplificate: non te lo ha detto questo, il tuo erede?-

Swarm non ha nemmeno il tempo di urlare. Il globo viene distrutto, la massa di api perde coesione e ognuna infine vola via senza una meta. Senza più una coscienza. Non rimane nemmeno uno scheletro al loro posto, ormai Von Meyer esiste solo sotto forma di coscienza. E forse, dopo oggi, non sarà più così.

-Ottimo lavoro, Ant-Man.- dice Visione.

-Ottimo lavoro di squadra.- controbatte lui.

-Vendicatori Uniti!- esclama Cassie uscendo dal suo nascondiglio -Ehi, non guardatemi in quel modo, anch'io ho fatto la mia parte. Papà, rientrerai nel gruppo, vero? Vero che è così?-

-Andiamo a casa, Cassie, prima che tua mamma decida di cancellarmi dall'esistenza. Santo cielo, ha ragione, ti ho messo di nuovo in pericolo e tutto questo poteva essere facilmente evitato. Vi saluto, gente, non cercate di contattarmi più, va bene?-

-Hank si meriterebbe un saluto.- fa notare Wasp.

-Sì, hai ragione. Andrò a trovarlo a Los Angeles uno di questi giorni. Ma poi avrò chiuso per sempre coi Vendicatori.-

            Ma potrà davvero essere così?

 

            Monica Rappaccini spegne il monitori e sorride dicendo:

-Il test è stato un pieno successo.-

-Non capisco.- replica uno dei suoi uomini che indossa un’uniforme pressoché identica a quella dell’A.I.M. solo di color nero -Swarm ha fallito, è stato sconfitto da un gruppo raccogliticcio dei Vendicatori.-

-Non era previsto che vincesse, non era quello che mi interessava.- replica la Scienziata Suprema dell’A.I.D. -Ora so che il dispositivo usato per controllare gli insetti e creare la coscienza collettiva che credeva di essere Fritz von Meyer funziona e, non mi serviva sapere altro per il momento. Ogni arma va testata prima dell’uso ed ora di questa conosco anche i possibili punti deboli e posso eliminarli. La prossima volta sarà pronta per essere usata su scala più grande e non fallirà.-

            Alle sue spalle la ragazza di nome Scorpia è scossa da un brivido. Potrebbe essere dovuto alla malattia degenerativa che la sta lentamente uccidendo ma lei teme che sia la reazione alla perfidia della donna che dice di essere sua madre.

 

 

6.

 

 

La mattina successiva, Steve Rogers si presenta al Palazzo dei Vendicatori dove incrocia la Visione.

-Cosa ci fai qui?- gli chiede.

-Potrei farti la stessa domanda, ma per rispondere alla tua: devo andare a fare rapporto su un picnic.-

-Ma cosa...-

-Tecnicamente un picnic è quando della gente...-

-Sì, sì, lo so cos'è: è che mi sembra strano che tu ci vada. Comunque, visto che sei qui, ti voglio fare solo una domanda su una cosa che non ho chiarito con Tony: ho ancora i privilegi di membro fondatore dei Vendicatori?-

-Non li hai mai persi. A quanto ne so, non si perdono neanche con la morte.-

-Era un tentativo di umorismo macabro?-

-Non so, lo era?-

Steve glissa  e chiede:

-Iron Man o Wasp sono in sede?-

-Li troverai entrambi nella sala monitor che discutono del recente attacco di Swarm. Ti accompagno? Stavo andando giusto lì anch’io.- risponde Visione,

-Per quel rapporto di cui parlavi? Beh andiamo allora, sono curioso di sapere i particolari.-

            Poco dopo i due Vendicatori di Riserva entrano in sala riunioni.

-Steve!- esclama Janet Van Dyne -Che bello rivederti qui.-

-Anch’io ti rivedo sempre con piacere, Jan.- risponde Steve sorridendo ed abbracciandola.

<<Anche io sono contento di rivederti, Rogers.>> gli si rivolge Iron Man in tono più freddo. <<Sei qui per una visita di cortesia o c’è dell’altro?>>

-In effetti sì.- risponde Steve -Ho una richiesta da farti.-

 

            Il tempo passa e i Vendicatori affrontano alcune crisi personali e di gruppo. È una giornata serena ma si ode comunque un rombo di tuono. Nessuno dei quattro presenti in Sala Riunioni: Iron Man, Wasp. Calabrone e Steve Rogers è particolarmente sorpreso quando fa il suo ingresso una figura possente che indossa un elmetto alato.

-Benvenuto Thor, aspettavamo solo te.- lo saluta Steve.

-Il mio cuore si rallegra nel rivederti, Steve Rogers.- replica il dio del Tuono -Le notizie del tuo ritorno erano giunte sin nelle sale del Valhalla!-

-E io sono felice di rivedere te, bel fusto.- lo saluta Wasp ammiccando -Te l’ho già detto che la barba ti dona, vero?-

<<Non credevamo che saresti venuto.>> interviene Iron Man  <<Ti pensavamo troppo impegnato su Asgard.>>

-Da quando mio padre Odino ha ripreso il manto di Signore degli Dei,[13] ritorno spesso su Midgard ed ivi mi trovavo quando è giunto il vostro richiamo.-

-Ehm… sì certo.- borbotta Calabrone.

-Ordunque, ditemi quale importante questione c’è da discutere che richieda la presenza mia  e la venuta da Los Angeles dell’amico Henry. Una riunione dei Fondatori non è cosa ordinaria.-

<<È stata un’idea di Rogers.>> afferma Iron Man <<Ti spiegherà tutto lui.>>

-È molto semplice…- spiega Steve  -… è una cosa che ho pensato dopo la recente invasione di New York e riguarda una persona che ci ha aiutato nonostante in passato siamo stati avversari ma senza il quale questo gruppo non  esisterebbe.-

-Il Gigante di Giada.- dice Thor.

-Esattamente. Ho una proposta che lo riguarda e che spero accetterete tutti.-

            E come sempre è accaduto, tutti lo ascoltano attenti.

 

New Mexico. Una ditta esterna è stata incaricata da Bruce Banner di ristrutturare l'ex base Hulkbuster, un lavoro minuzioso e delicato, che lo scienziato vuole controllare personalmente pur non avendo esperienza in merito.

Improvvisamente, in un turbinio di vento  ecco atterrare due pittoresche figure.

-Iron Man e Thor, quale onore per questo umile scienziato.- esclama Banner.

<<Tu sei umile molto meno di me e forse anche meno di Thor.>> ribatte Iron Man <<C'è un luogo tranquillo in cui possiamo parlare?>>

-Il mio ufficio è già pronto, sta solo attento a dove metti i piedi.-

<<Tranquillo, penso che riuscirò a notare dei buchi nel pavimento e dubito che io e Thor ci faremmo male in ogni caso.>>

-Su questo non ho dubbi.- replica Banner.

            Poco dopo i tre sono da soli e in relativa tranquillità, se non si considera il sottofondo dei martelli pneumatici.

-Ebbene, Tony… mi permetti di chiamarti così, vero?-

            Tony Stark si libera dall’elmetto e replica.

-Ho due richieste da farti. La prima è dai Vendicatori, il gruppo ufficiale di entrambe le Coste. Ci pare di aver capito che tu non sia più in grado di trasformarti in Hulk, ma noi avremmo ancora bisogno della tua consulenza scientifica.-

-Cosa posso dare io che non possano dare già Hank Pym o Tony Stark?- domanda Bruce.

-Una terza mente analitica.- è la risposta di Tony -In più: io sono un ingegnere e Hank principalmente un biochimico. Un esperto di Fisica ci fa comodo.

-Giudizio lusinghiero venendo da te. Farò quello che posso allora, nei limiti della mia nuova attività, e vi sono grato di questa richiesta.-

-La seconda cosa... è un giusto riconoscimento dei tuoi meriti. Da quando ti sei liberato dal controllo del Manipolatore, ti sei redento agli occhi dell'opinione pubblica e hai dimostrato il tuo valore contro gli Z'Nox, i Signori del Male e gli Elfi Neri. I Vendicatori devono rispecchiare ciò che pensa la gente: se per loro tu sei un eroe, noi non possiamo trattarti ancora come qualcosa di cui preferiremmo fare a meno.-

-Non capisco cosa intendi dire.-

-Tempo fa ti venne revocata la qualifica di membro fondatore dei Vendicatori, ai nostri occhi eri un passato che volevamo lasciarci alle spalle. Siamo eroi, ma siamo anche esseri umani e commettiamo errori: quello fu un grave errore. Oggi sono venuto qui per dirti che a quell'errore è stato posto rimedio e che sei stato reintegrato in tutti i tuoi privilegi. Anche se ora sei più impegnato di prima, speriamo tu possa partecipare ogni tanto alle nostre riunioni.-

Bruce Banner si alza e tende la mano a Stark -Sono felice che tu mi abbia portato questa notizia. Come ho detto a Rick, dopo una vita passata a spaccare ora è tempo di ricostruire e questi sono i primi, buoni mattoni.-

Tony stringe con decisione la sua mano e così fa, subito dopo Thor.

-Invero questo è un gran giorno che meriterebbe il ricordo dei poeti.- proclama.

-Addirittura! Non merito tanto.- si schermisce Banner.

Tony Stark aggiunge:

-Noi tre assieme ad Hank e Janet abbiamo dato vita a un grande ideale che ha coinvolto decine di persone e continua ad espandersi. Bentornato in famiglia.-

 

 

EPILOGO

 

 

            In un’esclusiva scuola privata del Connecticut un uomo vestito in maniera elegante e con gli occhiali. Osserva il video trasmesso dalla telecamera e sorride.

            Tutto è andato come sperava: un antico torto è stato riparato e un uomo giusto ha visto riconosciuti i suoi meriti. Tutto è bene quel che finisce bene.

Steve Rogers ripone il suo cellulare e si avvia alla sua aula per la lezione quotidiana.

 

 

FINE

 

 

NOTE DEGLI AUTORI

 

 

            Quest’episodio ha avuto una genesi molto travagliata ed esce in una versione abbastanza diversa rispetto a com’era stato concepito. Speriamo, comunque che l’abbiate gradito.

            In sostanza è un epilogo alla saga “Il gioco del Trono”  che si è vista su queste pagine, su Hulk #24/25 e Thor #26 ed un prologo a cose a venire su Vendicatori Segreti, Devil & la Vedova Nera e, speriamo, Hulk.

            Ai patiti della continuity diciamo che:

1)     il Prologo si svolge prima di Vendicatori #89, Vendicatori Segreti 18 e Devil 61:

2)    I capitoli 1, 2  e 3 si svolgono dopo Vendicatori #/91, Vendicatori Segreti #21 e Devil #70.

3)    I capitoli 4  e 5 ed il primo paragrafo del 6 si svolgono prima di Vendicatori #94 e dopo Devil #74

4)    Il capitolo 6  secondo e terzo paragrafo e l’epilogo si svolgono prima di Vendicatori #95.

E con questo è tutto, per adesso.

 

 

Fabio & Carlo



[1] Federal Bureau of Superhuman Affairs

[2] Come visto su Thor #26.

[3] Su Vendicatori #89/90 e Vendicatori Segreti #20.

[4] Ma voi ne saprete di più leggendo futuri episodi di The Others.

[5] Su l’Uomo Ragno #92 e Devil #74

[6] Avanzate Idee di Distruzione, una fazione dissidente dell’A.I.M.

[7] Su Capitan America & U.S.Agent MIT

[8] Su Marvel Knights #49.

[9] Federal'naya Sluzhba Bezopasnosti. Servizio di Sicurezza Federale Russo.

[10] Di cui vi daremo conto presto, promesso.

[11] Vedi Hulk #25.

[12] chi sta scrivendo queste righe, per citarne uno

[13] Su Thor #26.